La Marcia Sinfonica in breve.

Il genere Marcia Sinfonica è nato grazie all’impegno di alcuni maestri del passato fra i cui spicca sicuramente il nome di Giovanni Orsomando. Il compositore di Casapulla spiega in un documento vocale che la Marcia Sinfonica nasce dal bisogno di distinguersi dal Paso doble spagnolo. Esso introduce l’uso di forme diverse per ottenere brani più elaborati ispirati ad un tempo di sonata. Sono tanti dunque gli esempi, direi piuttosto numerosi, degli apporti dati negli anni da grandi musicisti compositori che hanno appoggiato questa idea. In realtà anche prima di Orsomando vi erano tanti esempi di sonate per banda. Viste le numerose composizioni di valore del musicista, si ritiene fissare un punto di riferimento in quest’ultimo, una sorta di punto di svolta. Altrettanto notevoli sono le composizioni di Giuseppe Piantoni, Michele Lufrano, Nino Ippolito, Gino Bello e di Gennaro ed Ernesto Abbate che ampliano e sviluppano in chiave moderna e contaminata il genere della marcia sinfonica. I titoli delle marce sono state quasi sempre dedicate ai paesi che hanno accolto i musicisti come direttori di banda. E così che giusto per citare alcuni titoli si ricordano (Squinzano, Irpinia, Armonie d’Abruzzo, Cuore Abruzzese, Ligonziana, Capri, Ischia, Cuore Siciliano, ecc.). Ancora oggi molti compositori seguono questa traccia segnata da questi “pionieri” dello stile marcia sinfonica, che ormai è diventato un costume prevalentemente meridionale. Oggi si possono ascoltare su Youtube molti dei compositori recenti che partendo dalla tradizione sono riusciti a crearsi uno spazio nell’immaginario collettivo dei fruitori di marce sinfoniche. Un esempio è il contributo di Salvo Miraglia che ha dato un grande sostegno al repertorio nuovo della marcia sinfonica, scrivendo delle ottime marce sinfoniche (Fuochi etnei ecc.) oppure di Mario Ciervo ( ciao, facile facile, a mio cugino Franco, ecc.) Salvatore Schembari (Vita d’artista, Feste comisane, ecc.). Il Fenomeno della marcia sinfonica ancora oggi si ritiene essere una creazione meridionale, in quanto sono sempre meno i compositori settentrionali che dedicano la loro produzione a questo genere: Michele Mangani con la sua marcia sinfonica Montefeltro ne è una eccezione. Periodicamente negli ultimi tempi sono sempre più diffusi i concorsi per marce sinfoniche che stimolano i compositori a scrivere seguendo questo stile. Citiamo ad esempio diversi concorsi che ad appuntamento annuale vengono fatti in diversi paesi. Biancavilla (Ct), Conversano, Cilento, Giarratana, Scordia (CT), Roma, Frosinone. Tutte queste realtà nascono grazie alla possibilità di usufruire di bande di ottima qualità, che suoneranno poi i brani vincitori. Vi sono infatti in questi paesi delle bande come: Orchestra regionale Fe.ba.si., Banda Conversano Schirinzi “Ligonzo”, La Grande Banda del Cilento, Banda Associazione Vincenzo Bellini, Banda Stesicorea di Scordia, che appoggiano le gare, impiegandosi per eseguire le marce meritorie. Un modo in più per vivere la musica contemporanea. A queste concorsi presiedono giurie che con perizia e professionalità giudicano le marce sinfoniche. In questi anni ai corsi di composizione vi è la partecipazione di alcuni compositori che periodicamente si incontrano nei circuiti detti. Per diversi anni con una certa regolarità si sono trovati a concorrere compositori come Renè e Antony Camilleri, Pasquale Magnifici, Pasquale Vene, Raffaele Buscema, Giuseppe Lotario, Mario Gagliani, Antonio Cozza, Emanuele Celona, Rosario Durante, Francesco Speranza e Walter Farina. Quest’ultimo si è distinto per una continuità nei trionfi ai concorsi, e soprattutto per la notevole diffusione che le sue marce hanno dimostrato. Molte delle sue composizioni sono state inserite nel catalogo della Scomegna e sono state inserite nel repertorio di numerose bande ( Ailano, Rutigliano, Monteroduni, Spinazzola).

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